BIBERON E MICROPLASTICHE

a cura della Dott.ssa VINCENZA ANGELUCCI

FARMACISTA

Uno studio appena pubblicato su Nature Food dagli esperti del Trinity College di Dublino, ha quantificato il rilascio di microplastiche di polipropilene, dei biberon, il polimero più usato per questi scopi.

DI COSA PARLA QUESTO STUDIO?

A contatto con acqua e alimenti molto caldi i contenitori in polipropilene, come i biberon, possono rilasciare milioni di particelle di microplastica.
❌ Questo studio recente dimostra che l’uso dei biberon in polipropilene espone i bambini a una media di un milione di particelle di microplastica al giorno! Un numero decisamente sorprendente, sia per il volume implicato, sia perché studi PRECEDENTI affermavano che adulti e bambini dei Paesi industrializzati sono esposti a quantità di particelle di microplastica di circa 211.000 unità per anno, assunte mangiando, bevendo e respirando. Due quantità neppure lontanamente confrontabili.
⚠ Lo studio evidenzia che per ogni litro di acqua calda sopra i 70 °C, utilizzata per lavare il biberon o miscelare il cibo, vengono rilasciate fino a 16 milioni di particelle di microplastica.

Quando l’acqua è stata portata a 95 °C (consigliata per molti cibi e per la sterilizzazione) la quantità di particelle rilasciata è salita a 55 milioni per litro.

RIMEDI E RICHIESTE
Da tutto ciò, un semplice calcolo porta a stimare che un bambino può ingerire anche 1,6 milioni di particelle di microplastica al giorno.
Nell’immediato i rimedi sono abbastanza semplici:
– Risciacquare il biberon sterilizzato con acqua fredda e sterile.
– Preparare il cibo in un contenitore a parte prima di versarlo nel biberon.
– Evitate la preparazione di cibi in contenitori in plastica nei forni a microonde.
✅ Tre semplici soluzioni che permettono di rimuovere o evitare le particelle di microplastica prodotte dalla sterilizzazione e dalla preparazione del cibo.
Tuttavia è anche importante che i produttori di contenitori in polipropilene attuino sia adeguate campagne di informazione, sia studi per risolvere.
Vincenza Angelucci, Farmacista